“Omero al Faro”, la Sicilia fantastica di Mimmo Rando

 

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L’amore acceca. E stravia la mente. Scombussola. Specie se ostacolato o non corrisposto. Specie se non trova compiuta satisfazione, rilassato sfogo. E così capitò all’Olisse. Stravvedeva per mia zia Nina, ed i suoi sensi ne erano in assai stravolti. Soprattutto la vista. Che si sovraeccitava. Eccedeva. Vedeva Nina ovunque. 

«Non credo che Omero al Faro sia un romanzo nel senso classico del termine. È un addensato di frammenti narrativi che si coagulano, spesso per suggestioni ritmiche, e attraversano la vita immaginaria di una borgata dello Stretto che ebbe il pregio, sin dall’antichità, di essere teatro di fascinosi miti. Lo Stretto è stato sempre passaggio obbligato di Miti. Omero al Faro non poteva che rielaborarli e restituirli». Così Mimmo Rando parla della sua sorprendente opera prima, edita da Rubbettino nella collana Velvet. Un’uscita che ha subito convinto la critica e conquistato il pubblico, portando Rando tra i finalisti del Premio “Giuseppe Berto” 2016.  Continua a leggere