Nullus locus sine Genio

Nessun luogo è senza genio, scriveva Servio tra il IV e il V sec. d.C. Il genio, lo spirito dei luoghi e delle persone. E Francesco Bevilacqua, “cercatore di luoghi dimenticati”, come lui stesso si definisce, viaggia, esplora e scrive in perenne ricerca del nume che vivifica la natura. Un rapporto quasi simbiotico il suo con montagne, boschi, acque e paesi sepolti dal tempo. Instancabile percorre la Calabria dalle mille fascinazioni fotografando ogni luogo e annotando descrizioni, riflessioni, sentimenti. Sulle tracce dei viaggiatori del Grand Tour o alla scoperta di angoli reconditi. Ne è nata una produzione fotografica e letteraria ampia e ricca. Ci soffermiamo con l’autore su Genius Loci – Il dio dei luoghi perduti (edito da Rubbettino, come gran parte dei suoi libri), trattato breve e denso sull’essenza profonda e ancestrale della natura e dei luoghi.

E - bevilacqua_8

Come si sono modificati nel tempo il concetto e l’idea del Genius lociC’è stato innanzitutto un nascondimento. Il genio custode dei luoghi, questa divinità che prima, nella religiosità greco-romana, permeava città, campagne, boschi, fiumi, montagne, con l’arrivo del cristianesimo è divenuta incubica, sotterranea.

Continua a leggere

Annunci