“Sei tu, Ticino?”: le storie dure e poetiche di Fabio Andina

apostrofi a sud

Sono nato agli inizi degli anni Sessanta in un paese ticinese ai piedi delle Alpi sul confine con l’Italia. Lì la vita scorreva lenta, tutti si conoscevano, i bambini giocavano in piazza e nei boschi, le giovani coppie si baciavano nei prati tra l’erba alta e i fiori, gli adulti chiacchieravano al bar. Poteva sembrare al paradiso in terra, quel posto. Per alcuni lo sarà anche stato. Ma non per me. Io, in un certo senso, in quel posto sono anche morto. E dico morto perché è lì che ho visto per l’ultima volta la luce del sole. Da quando sono qui dentro, sono un uomo morto. (Sei tu, Ticino?, F. Andina, Rubbettino 2020)

Dalle atmosfere rarefatte dei luoghi isolati in montagna agli ambienti popolosi della pianura, tra dialoghi essenziali e lunghe introspezioni, si muove un’umanità smarrita e dolente, grottesca e straniante. Storie folgoranti e spiazzanti. Sei tu…

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