A Berlino Est con Mario La Cava

Ora mi trovavo a Berlino Est e procedevo lentamente sulla Friedrichstrasse, lunga e desolata, con le sue poche macchine, con i suoi negozi negletti dove la merce sembrava restare invenduta tra la polvere. Alti palazzi la fiancheggiavano, tutti privi di carattere, tutti uguali per mancanza di fantasia e predominio di fredda ragione. Una città priva di corpo come mostruosa testa priva di vita.

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La Germania del 1964 è un Paese diviso dalla cortina di ferro e che ancora deve metabolizzare la tragedia nazista: una nazione alle prese con dolorose analisi viscerali e un diffuso bisogno di giustificarsi e “assolversi” agli occhi del mondo. Mario La Cava (Bovalino 1908-1988) si reca in  Germania a quasi venti anni dalla conclusione del secondo conflitto mondiale, tre dopo la costruzione del muro. Conosce un popolo disorientato e ferito, tormentato, come sospeso tra l’accettazione di una condanna inevitabile e il bisogno di assoluzione.  Continua a leggere

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