“Giardiniere per diletto” di Lidia Zitara – colto, poetico e ribelle

  lidia-zitaraDa leggere e rileggere. Per l’originalità dei temi, per ciò che ci fa conoscere, per la scrittura. Per la bellezza. Le piante e i fiori come estro creativo, come espressione filosofica. Giardiniere per diletto di Lidia Zitara (Pendragon Edizioni, 2009) è un affascinante percorso storico e naturale lungo i sentieri inusitati dei giardini. «Ci sono molte cose da dire attorno alle piante, cose che non devono riguardare necessariamente la loro coltivazione, cose di cui in Italia non si parla…», si legge nelle prime pagine e già la curiosità cattura anche chi non può dirsi precisamente un appassionato di giardinaggio. Così apprendiamo, godendo di una lettura che potrebbe benissimo appartenere alla pura narrazione, che fiori un po’ negletti dalle nostre parti, altrove godono di migliori fortune, come le un po’ dimesse violette, mortificate spesso come ornamento di altarini e foto, i cui semi, invece, in passato, venivano sparsi per il mondo da Goethe che riteneva così di contribuire ad amplificarne la bellezza. E ancora troviamo l’elogio di Pascoli alla pervinca 

e la contrastata vicenda del garofano che, come una meteora, ha goduto di una breve stagione luccicante per poi finire nel dimenticatoio. Giardiniere per diletto e non dilettante, sottolinea Lidia Zitara, per «un contributo a una cultura irregolare del giardinaggio», intendendo così uscire dai luoghi comuni, dalle logiche di mercato e dal facile approccio da floricoltore della domenica. Perché dare vita a un giardino con criterio e forma è un’arte che richiede tempo, abnegazione e una passione che travalica i confini del coltivato per andare alla ricerca delle sorprendenti bellezze offerte spontaneamente dalla terra, come le piante da ferrovia e quelle che nascono nelle crepe dell’asfalto o tra i rovi. Un saggio coinvolgente, divertente, poetico e rilassante. Imperdibile per i tanti appassionati di fiori, piante e allestimenti ornamentali, visti attraverso una chiave di lettura sociologica e antropologica, ma pure per chi ama le buone letture che arricchiscono l’anima e rinfrancano lo spirito. Un libro da portare con sé, raffinato e istintivo, colto e “ribelle”, appunto da leggere e rileggere per trattenere la bellezza di colori e profumi che ne pervadono ogni pagina. Un saggio cult, letto e apprezzato anche da Serena Dandini che nel suo Dai diamanti non nasce niente, storie di vita e di giardini (Rizzoli), scrive: «Se possedete un’anima ribelle e vi sentite in controtendenza, ovvero detestate il buonismo leccato dei giardini perbene, vi consiglio di andare a curiosare nel blog “politically scorrect” di Lidia Zitara, cattiva ragazza esperta e appassionata che gestisce un sito frequentatissimo dal nome che è tutto un programma, Giardinaggio irregolare…».

Qui il link al seguitissimo blog di Lidia Zitara https://giardinaggioirregolare.com/ 

Il suo primo romanzo è La piccola estate (Pendragon, 2014)

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