“Stati Uniti della Sila” (lo sguardo dal finestrino)

sila-stand-by-meConnessioni di luoghi distanti, di immagini apparentemente estranee, di percezioni differenti. “Stati Uniti della Sila” – la mostra di foto, video e testi di Alessia Principe – è creatività artistica e reportage insieme. Espressione di un immaginario ricco e originale, poetico e filmico, visionario e realista. È la Sila che si rivela scenario di film cult girati negli Stati Uniti, attraverso angolazioni inaspettatamente e sorprendentemente sovrapponibili. È memoria e proiezione futura. Dissoluzione ed esaltazione del mito americano.

Stati Uniti della Sila è lo sguardo dal finestrino – racconta Alessia Principe – di sera, quando la goldenhour bagna i campi di luce prima che si oscurino. Lungo la strada che porta al lago Cecita, scorrono ai lati dell’asfalto campi di patate, fusti di pino, steccati di legno, pali della luce, casolari distanti costruiti con qualche chiodo e qualche asse. Continua a leggere

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Il sud bello e spettrale di De Seta – Dialogo con Paolino Nappi

Regista indipendente e controcorrente, Vittorio De Seta (Palermo 1923 ‒ Catanzaro 2011) ha fatto scuola. La sua opera complessa e multiforme mantiene una straordinaria attualità. Basti pensare a due nomi su tutti, Francesco Munzi e Michelangelo Frammartino, registi giovani e pluripremiati, il cui “realismo” filmico attinge alla lezione desetiana. Ne parliamo con Paolino Nappi, italianista, esperto di cinema, autore di un saggio su De Seta, L’avventura del reale (Rubbettino 2015).

Nel libro, parla di “metodo De Seta”. Che cosa intende? Mi riferisco a un modo di intendere il cinema e di conseguenza una concezione del mondo propri di questo artista, ma anche – direi – un modo di “stare” al mondo.

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“La regia si impara, ma non si insegna”: Amelio e Munzi dialogano sul cinema

cover_amelio_munziUn lungo dialogo: domande, risposte, riflessioni. Gianni Amelio e Francesco Munzi si interrogano e si raccontano. Da soli, per decine di ore di registrazione. Insieme, docente e allievo, venti anni dopo. È il 1997 quando Munzi, giovanissimo, studia regia al Centro sperimentale di Cinematografia, a Roma, e incontra un insegnante particolare: Amelio. Nel 2015 si ritrovano e nasce “L’ora di regia”, un affascinante percorso a due voci dentro il cuore del cinema (prefazione di Emiliano Morreale).

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L’arcaico futuro di Nik Spatari

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Il vento porta con sé voci, suoni e immagini. Una folata avvolge gli alberi di ulivo facendoli divenire onde. Un soffio scompiglia i capelli di Spatari. Su MuSaBa il vento è perenne. Sospinge, abbraccia, trascina e accompagna; leggero o forte, sempre dolce. Lì, sul promontorio di Santa Barbara, nella vallata del Torbido. Crocevia di storie catturate dal genio di Nik Spatari e trasformate in arte.  Continua a leggere

“Giardiniere per diletto” di Lidia Zitara – colto, poetico e ribelle

  lidia-zitaraDa leggere e rileggere. Per l’originalità dei temi, per ciò che ci fa conoscere, per la scrittura. Per la bellezza. Le piante e i fiori come estro creativo, come espressione filosofica. Giardiniere per diletto di Lidia Zitara (Pendragon Edizioni, 2009) è un affascinante percorso storico e naturale lungo i sentieri inusitati dei giardini. «Ci sono molte cose da dire attorno alle piante, cose che non devono riguardare necessariamente la loro coltivazione, cose di cui in Italia non si parla…», si legge nelle prime pagine e già la curiosità cattura anche chi non può dirsi precisamente un appassionato di giardinaggio. Così apprendiamo, godendo di una lettura che potrebbe benissimo appartenere alla pura narrazione, che fiori un po’ negletti dalle nostre parti, altrove godono di migliori fortune, come le un po’ dimesse violette, mortificate spesso come ornamento di altarini e foto, i cui semi, invece, in passato, venivano sparsi per il mondo da Goethe che riteneva così di contribuire ad amplificarne la bellezza. E ancora troviamo l’elogio di Pascoli alla pervinca  Continua a leggere

“Omero al Faro”, la Sicilia fantastica di Mimmo Rando

 

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L’amore acceca. E stravia la mente. Scombussola. Specie se ostacolato o non corrisposto. Specie se non trova compiuta satisfazione, rilassato sfogo. E così capitò all’Olisse. Stravvedeva per mia zia Nina, ed i suoi sensi ne erano in assai stravolti. Soprattutto la vista. Che si sovraeccitava. Eccedeva. Vedeva Nina ovunque. 

«Non credo che Omero al Faro sia un romanzo nel senso classico del termine. È un addensato di frammenti narrativi che si coagulano, spesso per suggestioni ritmiche, e attraversano la vita immaginaria di una borgata dello Stretto che ebbe il pregio, sin dall’antichità, di essere teatro di fascinosi miti. Lo Stretto è stato sempre passaggio obbligato di Miti. Omero al Faro non poteva che rielaborarli e restituirli». Così Mimmo Rando parla della sua sorprendente opera prima, edita da Rubbettino nella collana Velvet. Un’uscita che ha subito convinto la critica e conquistato il pubblico, portando Rando tra i finalisti del Premio “Giuseppe Berto” 2016.  Continua a leggere